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Stop alla macchina dello spettacolo. In Campania urge un cambiamento

E’ risaputo che la Campania sia un set a cielo aperto, basta ricordare tutti i ciak battuti in questo territorio per capirne l’importanza, motivo d’orgoglio per tutti noi. Purtroppo questa pandemia ha messo in ginocchio la meravigliosa macchina dello spettacolo, film, sceneggiati, fiction, spot, teatro, musica e chi ne ha più ne metta, sono fermi. Anche l’ indotto, che è parte integrante della filiera è fermo. Le varie flashmob di questi ultimi giorni fanno da eco a questa situazione che non vede a breve una soluzione.

Le varie strutture coinvolte, tra esse il centro di produzione Rai di Napoli, capofila e fiore all’occhiello per tutto il territorio campano e di tutto il Sud Italia sono fermi da mesi e nonostante i vari sforzi da parte di tutti i diretti interessati, si fatica a ripartire e qualora si riesca, sarà tutto in formato ridotto.

Egidio Nicola, sindacalista

Mi soffermo su “Un posto al sole”, sopa interamente realizzata dalla struttura Rai di Napoli, ancora ferma e si spera in una prossima ripartenza. E’ una produzione importante che da oltre vent’anni ha riacceso i riflettori sugli studi partenopei, ma con essa anche tante altre produzioni importanti realizzate in quel di Fuorigrotta, garantendo continuità, vitalità e centralità all’insediamento produttivo, unico per la sua storia.

Urge investire tempestivamente per evitare danni irreversibili, certo, la soluzione non è facile, ma c’è bisogno dello sforzo di tutti, politica, sindacato e tutte le maestranze per far ripartire con le dovute cautele questa meravigliosa industria, che ferma, aggrava ancora ulteriormente la costante crisi occupazionale campana, oltre alla mente e al cuore degli italiani.

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