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Area Nord Attualità Campania Sanità Società

Bonus 600 euro per i disabili, manifestazione d’interesse per i non assistiti

La Regione Campania, nel Piano Emergenza Covid-19, mette a disposizione un bonus destinato alle persone con disabilità non coperte dal Fondo Non Autosufficienti. La misura fa parte del Piano per l’emergenza socio-economica COVID-19 della Regione Campania DGR n. 170 e n. 171 del 07/04/2020 – Modalità attuative delle misure correlate alle Politiche Sociali

L’avviso è rivolto a tutte quelle persone che hanno disabilità anche non gravi e i bambini disabili (anche chi è affetto da autismo) in età scolare.

Per partecipare è possibile, compilando un modulo pubblicato sui canali ufficiali dei comuni afferenti all’Ambito N19 (Afragola, Caivano, Cardito e Crispano).

Una fuga di notizie incontrollate, una comunicazione sbagliata hanno creato solo caos e difficoltà. Chi ha presentato domanda entro il 30 aprile (e non è inserito nelle liste dell’assistenza sociale) dovrà rifarla, perché esentato dai requisiti di partecipazione.

ATTENZIONE: Il bonus erogato dalla Regione non deve essere confuso con un buono destinato alle persone in stato di indigenza o di grave disagio sociale, che già usufruiscono di assistenza sociale ed erogato dagli Ambiti Territoriali con scadenza il 30 aprile.

Purtroppo, in questi giorni, si sono verificati nuovi fenomeni di assembramento di persone che si sono presentate all’Ufficio delle Politiche Sociali di Caivano, pensando di poter richiedere il buono, non sapendo che si trattava di fondi destinati solo a coloro che sono inseriti nelle liste dell’assistenza sociale.

Il buono di 600 euro della Regione Campania può richiederlo chi non usufruisce dell’assistenza sociale. Ecco come partecipare:

  1. Scarica e stampa la domanda per richiedere il bonus dal sito del Comune di Caivano.
  2. Scarica e leggi l’avviso pubblico “Modalità attuative delle misure correlate alle Politiche Sociali” dal sito del Comune di Caivano.

Per partecipare, basterà scaricare il modulo, stamparlo e compilarlo e consegnarlo esclusivamente via pec all’indirizzo protocollo.caivano@asmepec.it

Chi può partecipare

La domanda dovrà essere allegata alla:

  • Certificazione ISEE socio-sanitario inferiore a 35mila euro.

N.B. Nel caso in cui nello stesso nucleo familiare, ci siano più soggetti con disabilità, la domanda dovrà essere presentata per ciascuna persona.

Il buono potranno richiederlo anche i cittadini degli altri comuni, ovvero Afragola, Cardito e Crispano (Ambito 19).

La domanda bisogna invitarla entro e non oltre il 10 maggio 2020.

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Costume Cronaca Società

Elezioni 2020, bloccare le preferenze per le Regionali e Comunali

Per le prossime elezioni regionali e comunali, che saranno slittate ad ottobre, è prevista la cancellazione delle preferenze. Quindi questo implica delle liste bloccate e ciò lo deciderebbero i partiti. La notizia parte dal quotidiano “affaritaliani.it” che spiega che alla base di questa decisione ci sarebbe una legge di poche righe da varare nelle prossime settimane in Parlamento e che ne modifichi la norma generale.

Le Regioni che quest'anno andranno al voto saranno il Veneto, la Liguria, la Toscana, le Marche, la Campania e la Puglia. 

Perché eliminare le preferenze?

Come sappiamo la pandemia Covid-19 ha annullato o rimandato tutti i programmi nazionali e quindi anche le elezioni fissate a maggio. E’ stata proprio la convivenza con il virus ad aver fatto scartare l’ipotesi delle urne a luglio, in quanto le liste si sarebbero dovute presentare a giugno, e questo avrebbe spinto tutti i partiti a fare campagna elettorale. In tal caso, la campagna sarebbe avvenuta con un sistema tradizionale, fatto di incontri, strette di mano e cene. Cosa che ovviamente non sarà possibile realizzare a seguito dell restrizione contenitive del contagio.

E’ questo il motivo che spinge il Parlamento a presentare le liste bloccate, annullando la possibilità di scelta tra più candidati, senza però contare che che questa decisione implica alle segreterie dei partiti di scegliere chi eleggere e chi no. Stabilendo l’ordine dei candidati sulle liste, al massimo si potrebbe avere l’alternanza uomo-donna, in ogni caso si farà in modo tale da evitare che ci siano degli scambi di comunicazione vis a vis, degli incontri, anche porta a porta, per far eleggere i vari candidati.

Il distanziamento sociale non può diventare l’alibi per commissariare la democrazia. Un conto sono i listini bloccati alle politiche, altro discorso alle comunali: in questo caso le preferenze ai candidati al Consiglio rappresentano il cuore amministrativo di interi paesi che hanno già dovuto subire abusi politici di amministrazioni pilotate e anchilosate ad un sistema corrotto.

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Attualità Campania News Politica Società

Zagaria scarcerato, dalla polemica mediatica allo sciopero di Borrelli

La scarcerazione del boss Pasquale Zagaria ha suscitato un ampio dibattito politico e sociale. Può essere definito come uno degli eventi che ha colpito di più l’opinione pubblica, lasciandola nello sconcerto più totale.

Così mentre il Tribunale di Sorveglianza di Sassari ha disposto la sua scarcerazione motivata dell’indisponibilità da parte delle strutture sanitarie dell’isola di poter garantire al detenuto il percorso terapeutico a seguito di una grave patologia, nel frattempo c’è chi si ribella e chiede giustizia per tutti gli italiani che sono stati costretti a vivere in condizioni precarie e rischiano tutti i giorni il contagio.

I magistrati che lo catturarono e lo fecero condannare si sono appellati allo Stato:

Si sta praticamente ricostituendo uno dei clan più pericolosi del Paese»

Catello Maresca

Catello Maresca, il magistrato antimafia insieme ai colleghi Raffaello Falcone e Marco Del Gaudio, arrestò Zagaria.

“Spero solo che ora lo Stato si preoccupi di tutte le persone che corrono seri rischi a seguito di questa scarcerazione, – aggiunge, addolorato, Maresca – a partire dai colleghi in prima linea che sono stati pesantemente minacciati da questi delinquenti”.

Le motivazioni del giudice della Sorveglianza di Milano

“È ristretto in regime di 41bis e quindi in celle singole e con tutte le limitazioni del predetto regime che lo proteggono dal rischio di contagio”. Con questa motivazione il giudice della Sorveglianza di Milano ha bocciato la richiesta di differimento pena ai domiciliari per motivi di salute del capomafia ergastolano Nitto Santapaola.

Identikit Pasquale Zagaria

Zagaria scarcerato, dalla polemica mediatica allo sciopero di Borrelli


Il boss Pasquale Zagaria è soprannominato come “Bin Laden”, originario di Casapesenna (Caserta) ed è fratello di Michele, latitante da molti anni e super ricercato dalle forze dell’ordine per poi essere stato arrestato, è considerato dagli inquirenti una delle menti imprenditoriali di maggiore capacità all’interno del clan dei Casalesi.
La sua specializzazione è il settore edile e ha una grande capacità manageriale: è stato in grado, ad esempio, di mettere insieme in un giorno di chiusura delle banche 500 mila euro per l’acquisto di un immobile a Parma.

Le sue imprese casertane sono riuscite ad imporsi sul mercato nazionale non solo praticando prezzi concorrenziali ma anche garantendo sui cantieri uomini e mezzi e tempi ridotti per la realizzazione delle opere. Pasquale Zagaria, braccato dalle forze dell’ordine, si costituì nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, nel luglio del 2006, pochi giorni prima della requisitoria del processo su affari e camorra, avviata da DDA e carabinieri un anno prima.

In uno dei processi che lo hanno visto imputato, fu condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione anche il suocero di Pasquale Zagaria, Sergio Bazzini, imprenditore di Parma nel settore del cemento, con interessi a Milano, Parma e Cremona. Gli investigatori ritennero Bazzini, del quale Zagaria aveva sposato la figliastra, l’uomo di fiducia, una vera testa di legno del boss per controllare gli interessi tra Emilia Romagna e Lombardia.

Caso Zagaria, Francesco Borrelli: da lunedì sciopero della fame

“In attesa di poter scendere per strada, da lunedì inizieremo uno sciopero della fame a staffetta per protestare contro la liberazione dei boss. I boss devono restare nelle carceri pagate dalla collettività e lì devono essere curati. Molti di loro tra l’altro sono in isolamento e quindi non corrono alcun rischio di contagio”. E’ quanto annuncia il consigliere regionale dei Verdi Francesco Borrelli.

Zagaria scarcerato, dalla polemica mediatica allo sciopero di Borrelli


“Il Coronavirus – spiega – è diventato la scusa utilizzata dai boss per uscire di carcere. Zagaria, Cutolo, guarda caso sono tutti malati ora. E chissà quanti altri proveranno questa strada, con il rischio di rimettere in libertà pericolosissimi e sanguinari criminali. E’ evidente che stanno cercando di approfittare della situazione, aiutati dalle mogli e dai familiari che generano caos violando le restrizioni e tenendo impegnate le forze dell’ordine. Quando sarà possibile, assieme ai cittadini che non vogliono la liberazione di camorristi e mafiosi, organizzeremo una forte manifestazione per ribadire il nostro ‘no’ a questa follia. Una manifestazione nel rispetto delle leggi e della sicurezza, a differenza di chi in questi mesi ha messo a rischio la salute di tutti con manifestazioni e scontri insensati. Rischiamo il paradosso di avere le persone perbene confinate in casa e i boss di nuovo liberi.

Oggi, 25 aprile, è la festa della Liberazione delle persone perbene, non dei camorristi che, al pari dei nazifascisti, hanno fatto del male alla nostra amata terra”.
“Per aderire allo sciopero contro la liberazione dei boss – conclude la nota dell’esponente verde – basta comunicarlo mandando la propria foto con la scritta no alla scarcerazione dei boss per il corona virus alla pagina Facebook pubblica di Borrelli o al numero whatsapp 366 266 2829.

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Area Nord Caivano Società

Caivano: buoni spesa in distribuzione e consegnati a domicilio

Sono in distribuzione oggi fino al 30 aprile, i buoni spesa destinati ai cittadini beneficiari, e consegnati direttamente a domicilio dai vigili urbani con le associazioni di volontariato afferenti alla Protezione Civile (Guardie Ambientali d’Italia, Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco in Congedo) con la lista degli esercizi commerciali dove sarà possibile utilizzarli.

Questo sistema è stato creato al fine di contenere l’emergenza da Covid-19 senza creare inutili file e dunque fenomeni di assembramento. Si raccomanda ai beneficiari del buono spesa di restare a casa per la consegna del buono, per evitare di dover passare in un secondo momento i volontari che li distribuiscono.

Clicca qui per la graduatoria dei beneficiari al buono spesa

Lista degli esercizi commerciali aderenti, dove le persone devono recarsi con codice fiscale e tessera sanitaria.

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Napoli Società

Armena Sviluppo, a favore delle persone per contrastare l’emergenza Coronavirus

Nuovo servizio offerto dalla Città Metropolitana di Napoli ai Comuni attraverso la sua società partecipata Armena Sviluppo, per affrontare al meglio l’emergenza coronavirus, in particolare, in questo caso, la questione dell’assistenza alle famiglie più bisognose. Da oggi, infatti, i Comuni potranno chiedere alla Città Metropolitana di mettere a disposizione personale e mezzi dell’Armena Sviluppo per la consegna di generi alimentari, ma anche di mascherine e altri dispositivi di protezione individuale, ai soggetti che stanno vivendo questo periodo di lockdown con maggiore difficoltà.

Un aiuto concreto, dunque, per le iniziative di solidarietà che le amministrazioni comunali, attraverso i propri servizi sociali, stanno mettendo in campo.

Il relativo contratto tra la Città Metropolitana, rappresentata dal Dirigente Coordinatore dell’Area Amministrativa Edilizia Istituzionale Viabilità e Mobilità, Giuseppe de Angelis, e la sua società partecipata al 100%, presente con l’Amministratore Unico, Roberta Cibelli, è stato sottoscritto questa mattina.

Tutti i Comuni dell’area metropolitana possono farne richiesta, scrivendo all’indirizzo pec: cittametropolitana.na@pec.it. In mattinata già pervenute le richieste dei Comuni di Mugnano, Quarto e Qualiano.

Il servizio di consegna da parte di Armena è completamente gratuito

Ai Comuni spetterà solo il costo per l’approvvigionamento del materiale.

Luigi de Magistris

Pur nelle difficoltà alle quali la pandemia ci pone di fronte – ha affermato il Sindaco Metropolitano, Luigi de Magistris – stiamo cercando di mettere in campo tutti gli strumenti per aiutare le nostre comunità a superare questo momento così difficile. In particolare, con la nostra società Armena Sviluppo, dopo aver garantito il servizio di pronto intervento h24 e 7 giorni su 7 per far fronte a eventuali emergenze che dovessero verificarsi per strade e scuole di nostra competenza, abbiamo oggi attivata un’altra funzione di grande importanza, che va a risolvere un problema logistico di grande rilevanza per i Comuni, quale quello della consegna a domicilio dei beni di prima necessità e dei Dpi alle famiglie bisognose, garantendo al contempo ad esse condizioni di sussistenza minime che a volte valgono la sopravvivenza”.

“Armena – ha sottolineato l’Amministratore unico Roberta Cibelli – è pronta per partire. Il progetto, attivato in tempi record grazie alla solerzia e al senso di responsabilità della Direzione amministrativa della Città Metropolitana, è stato accolto con entusiasmo da tanti lavoratori. Tengo, pertanto, a ringraziare le donne e gli uomini di Armena perché stanno dimostrando, anche in questa fase così difficile della nostra vita sociale, grande competenza, professionalità, spirito di solidarietà e senso del dovere. È evidente che da parte del management ci sarà, come fin dall’inizio dell’emergenza e per tutte le attività in corso, la massima attenzione per garantire ai lavoratori tutte le necessarie condizioni di sicurezza”.

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Caivano Società

Una Pasqua che ricorderemo per sempre, il Crocefisso alle porte del Santuario di Campiglione

Un ricordo che avremo impresso nelle nostre menti per sempre, quello di questa Pasqua 2020, dove non ci è concesso nemmeno poter pregare in chiesa e così, Padre Cosimo, per rinnovare ai fedeli la santa ricorrenza, ha preferito esporre il Crocefisso alle porte del Santuario di Maria S.S. di Campiglione. In effetti, mette un po’ i brividi quest’ immagine, ma è molto toccante. Non ci sono limiti alla fede, chi vorrà pregare, potrà farlo senza creare aggregazione, magari sostando anche solo cinque minuti per una preghiera.

Ma le mani sante non sono solo quelle delle reliquie, bensì di tutti coloro che ogni giorno si adoperano per aiutare gli altri in difficoltà. E c’è bisogno di specificarlo, in un’epoca dove facilmente si confonde un’azione di beneficenza, con un atto di ostentazione.

La verità è che il bene fatto col cuore viene sempre premiato…

Ogni parrocchia ha un suo modus operandi e il Santuario di Maria S.S. di Campiglione si è organizzato in maniera autonoma, mettendo in atto un sistema di assistenza alle famiglie in difficoltà, solo grazie al sostegno delle persone di Caivano, che hanno donato.

Dal 1 aprile ad oggi, sono state sfamate più di 170 famiglie, ognuna ha ricevuto un pacco spesa con tanti prodotti. Sono stati distribuiti ben 65 quintali di generi alimentari. Oggi, sono arrivati i prodotti direttamente da Mondial Service, di Domenico Ummarino

Gli alimenti sono stati distribuiti subito alle persone presenti, a queste sono state aggiunte delle Colombe Manna, regalate da un cittadino di Caivano, che ha chiesto di farne un dono anche ai vigili urbani. Tanta pasta e pelati distribuiti, muffin e gelati da aziende come Eismann e privati molto conosciuti sul territorio. La settimana scorsa sono arrivati dei pezzi di pane dal movimento #panepertutti di Luca Napoleone, direttamente provenienti da Napoli.

La collaborazione è tanta in questi giorni al Santuario…

L’ organizzazione proviene da Talità Kum, dalla Boys Caivanese, da Il Giornale di Caivano, Ad Alta Voce, che sia autonomamente che tramite altri provvedono a dare un supporto. Altri volontari vengono contattati da aziende varie o privati e provvedono a recuperare generi alimentari da distribuire alle persone in difficoltà.

Ma sono anche tantissime le donazioni da parte dei cittadini che spontaneamente si sono adoperati.

E’ importante sottolineare che la beneficenza è un regalo e come tale dev’essere interpretato.

La distribuzione segue un criterio valido, bisogna aiutare davvero tutti e non sono apprezzati i furbi. L’elenco delle famiglie in difficoltà è lungo e bisogna dare a tutti la possibilità di poter usufruire almeno una volta di un pacco alimentare.

La Santa Pasqua ci invita a riflettere sul nostro approccio alla vita, alla valorizzazione del bene, aldilà di tutti gli interessi personali. Siamo chiamati al cambiamento reale, perché tanto, nulla sarà più come prima dopo questa sciagura.

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Area Nord Società

Il centro della solidarietà: la Parrocchia “San Giorgio Martire” a Pascarola

Nelle situazioni d’emergenza, c’è sempre la lotta alla sopravvivenza, e vivere in un centro abitato con poche persone equivale a sentirsi tutti parte della stessa famiglia. Questo accade a Pascarola, frazione di Caivano. Una comunità, che nel suo piccolo, riesce ad essere un centro propulsore di solidarietà non solo per i residenti, ma anche per altri cittadini di Caivano. Tutto ruota intorno alla figura del nuovo sacerdote, il parrocchiano Don Antonio Sgariglia, accolto dai fedeli con molta felicità.

La beneficenza parte dai cittadini, che dal cuore generoso, donano alimenti e anche dalle aziende dell’area industriale, dai panifici locali, dalle poche persone che ancora riescono a sostenersi e a proteggere gli altri dalla sciagura della povertà, che purtroppo si sta abbattendo su numerose famiglie di tutto il territorio.

Tanti padri di famiglia rimasti senza lavoro e vedove, donne sole, anziani che con poco riescono ancora ad andare avanti e necessitano di tutta l’assistenza possibile. Mentre il Covid-19 permane come un’ombra e colpisce anche alcune famiglie, l’attività dei volontari, che instancabilmente s’adoperano per la Parrocchia “San Giorgio Martire”, è esemplare.

Spesso, le donazioni sono arrivate da paesi limitrofi, perché purtroppo accade anche che molti cittadini abbiano voglia di attivare una rete solidale, ma il più delle volte restano imbrigliati in altre situazioni che lasciano in sospeso le buone intenzioni e invece è importante dare quando si può davvero, dimenticando anche di averlo fatto. Così ci insegna il messaggio di Cristo, così noi tutti siamo abituati a pensare alla beneficenza, che si fa in segreto e resta tale…

Le attività sono varie, come la distribuzione dei beni di prima necessità, alla tutela di famiglie con maggiori difficoltà, dalla sanificazione di aree a titolo privato. La comunità resiste e combatte e lo dimostra con un tipo di organizzazione che funziona. La Parrocchia San Giorgio Martire è sempre aperta a tutti. Don Antonio Sgariglia, con tanta umiltà, distribuisce i beni a tutti coloro che davvero ne hanno bisogno, spesso attivando anche una collaborazione con altre parrocchie di Caivano, come il Santuario di Maria S.S. di Campiglione. I sacerdoti, insieme a tanti giovani volontari, stanno dando la prova di unione e fratellanza.

Forse dovrebbero tutti prendere esempio da loro…

E’ importante sottolineare come una solidarietà meccanica si stia mettendo in atto in questo territorio, che nelle sue piccole sfumature è diventato autosufficiente e riesce ad essere da volano anche per paesi molto più grandi, come Caivano.

E oggi più che mai, è importante non fare distinzioni territoriali, e di innescare polemiche sterili su chi fa e chi non fa, sugli alimenti a chi siano destinati o meno, ora è tempo di cooperare, e forse solo in questo modo, saremo liberi da ogni peccato.

La Pasqua si avvicina, oggi è tempo di purificarci e di non concederci nemmeno un giorno in più di rabbia e rancore.

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Area Nord Caivano Società

Pacchi alimentari per le famiglie del Parco Verde e dei malati oncologici

disoccupazione raggiunge punte finanche dell’80% – per chiedere generi di prima necessità.

“Grazie alla Colonial Sud, che sicuramente non ci lascerà mai sole – afferma Anna Magri,  attivista di “Noi Genitori di Tutti”, – abbiamo conservato anche dei pacchi da destinare a famiglie indigenti che hanno, oltretutto, dei malati oncologici in casa”.

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Area Nord Attualità Società

I campi rom di Caivano, tra emergenza e solidarietà

Il campo rom di Caivano è esteso nell’area periferica del paese, al confine con Afragola. E’ composto da un agglomerato di container che ospita diverse famiglie e viene riconosciuto come “campo autorizzato”, accanto ad esso, ne esiste un altro, definito “abusivo” di varie famiglie che vivono in tende, roulotte e comunicano con gli altri ospiti del campo legalizzato.

La situazione è complessa e diversi interventi, nel corso degli anni, da parte delle istituzioni locali sono state in parte risolutive, ma il più delle volte vanificate dalla difficile convivenza con gruppi sociali di etnie diverse.

I rom insediati a Caivano fanno derivare le loro origini linguistiche da diversi ceppi indeuropei. La lingua originale parlata è la romaní o romanes.

Un po’ di storia

Il campo rom legalizzato fu istituito, durante la giunta del sindaco Domenico Semplice, intorno ai primi anni del 2000. Prima di quel periodo, i vari gruppi rom erano accampati spontaneamente in diverse aree di Caivano, in particolare la zona Asi e a via Clanio.

Per tali ragioni, si crearono le condizioni per legalizzare la presenza dei rom sul territorio, con la collaborazione del Comune di Caivano, insieme alla Prefettura, con la mediazione dell’ Opera Nomadi e si fece il campo sulla strada Sannitica e poi in zona “Masseria”.

I campi rom di Caivano, ieri ed oggi
Credits foto: Il Giornale di Caivano

L’organizzazione del campo fu fatta a partire dalla creazione di un censimento preciso, ogni famiglia con tutti i componenti. Tra l’altro i bambini erano inseriti nelle scuole e nei servizi sociali. Per i primi anni, la gestione dei campi fu ottimale, anche grazie all’opera Nomadi con i professore Curatolo ed Esposito che fungevano da mediatori culturali. Con il cambio di amministrazioni e i primi problemi di ordine sociale ed istituzionale, la questione campo rom è passata sempre di più in second’ordine, a tal punto da farla rientrare nelle cose di poca importanza.

Con l’arrivo della “Terra dei fuochi”, l’assenteismo istituzionale, la vicinanza con le organizzazioni di malaffare, e variabili da non trascurare, quali la povertà e l’esclusione sociale, si sono verificati episodi sempre più violenti tra i gruppi più vicini, che già soffrivano la convivenza forzata, e soprattutto la devianza ha cominciato ad imperare.

La situazione attuale

Oggi, sappiamo che i vari gruppi si sono organizzati in famiglie, tre o quattro al massimo, ma con delle regole arbitrarie di convivenza. Il controllo è spartito tra due fratelli che tendono a gestire il potere. Dai racconti del capo del campo rom autorizzato emerge che costoro, ovvero i ribelli, tendenzialmente si ubriacano e danno fuoco ai rifiuti accatastati di ogni tipo (nettezza urbana, materassi, frigoriferi, pneumatici). Si tratta di racconti che purtroppo lasciano intravedere le conseguenze solo quando, in estate, si avvertono continuamente le sirene dei pompieri, i quali devono immediatamente intervenire per spegnere i numerosi incendi.

La situazione d’emergenza attuale

Oggi la situazione è alquanto complessa. Diversi membri del gruppo autorizzato hanno allertato dei volontari di diverse associazioni, che regolarmente prestano soccorso sul territorio, sostenendo di essere stati abbandonati dalle istituzioni.

I campi rom di Caivano, ieri ed oggi

Da quando è scoppiata l’epidemia coronavirus, infatti, non era stato fatto inizialmente alcun intervento di sanificazione, che poi regolarmente è stato realizzato ieri, dal Comune di Caivano, con dei volontari dell’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco in Congedo, e presenti sul posto le Guardie Ambientali d’Italia. Tutte le azioni sono state coordinate dal sovraordinato al ramo, Giuseppe Mocerino.

I campi rom di Caivano, ieri ed oggi

Sono stati distribuiti dei pacchi alimentari, donati da diverse associazioni locali, che in questi giorni così difficili, stanno aiutando tutte le famiglie di Caivano in difficoltà e dalle parrocchie, vicine a tutti, senza alcuna distinzione tra etnie e colori.

Il problema dei rifiuti persiste…

Il problema annoso della questione rifiuti è persistente nei campi rom. A pochi passi dai container esiste una vera discarica a cielo aperto, ormai pronta per essere incendiata. Questo sarà il prossimo intervento che il Comune dovrà realizzare, sgomberare l’area dai rifiuti, prima di trovarci tra pochi mesi, carichi di diossina.

I campi rom di Caivano, ieri ed oggi
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Caivano Società

Fondo consortile di solidarietà, con risorse del Consorzio CSA ASI per le famiglie bisognose

Il Coronavirus non è solo più un’ emergenza sanitaria, ma
anche e soprattutto un’ emergenza alimentare. Proprio per questo il
Consorzio Csa Asi di Caivano ha istituito ufficialmente il Fondo
consortile di solidarietà, con risorse proprie e donazioni degli
imprenditori.
L’ obiettivo è quello di assicurare una forma di sostegno concreto,
attraverso buoni spesa, da destinare alle famiglie bisognose della
città.

Trasparenza e rapidità del Consorzio

Trasparenza e rapidità: sono queste le priorità del Consorzio, affinché il contributo destinato sia efficace e mirato, visto che numerosi nuclei familiari manifestano, già da tempo, evidenti segnali di difficoltà.
A tal fine è stata instaurata una proficua collaborazione con le
parrocchie cittadine, con il ruolo di raccordo svolto da don Peppino
Esposito,
quale rappresentante locale della Caritas.

Chi più delle realtà parrocchiali, infatti, conoscono il tessuto sociale cittadino. Al tempo stesso, è stata stipulata una convenzione con la catena di supermercati “MD” che permetterà di semplificare le modalità di
erogazione dell’aiuto e di ottenere un maggior beneficio per le famiglie anche perché i supermercati MD, in questo periodo emergenziale, applicheranno degli sconti particolari.

L’intervento solidale si svilupperà attraverso la distribuzione
proporzionale alle sette parrocchie di Caivano, a partire già da questa settimana, di 700 buoni spesa che potranno essere consegnati alle famiglie più bisognose per acquistare beni di prima necessità, presso il punto vendita MD di Caivano.

In questo modo si assicurerà un sostegno, lontano da ogni tipo di
strumentalizzazione, oltre che immediato, visto che anche l’annunciato contributo del governo attraverso i comuni, occorrerà di tempi tecnici di istruttoria, prima di essere concretamente fruibile dagli aventi diritto.ù

Non solo, attraverso la collaborazione con le parrocchie, si avrà la garanzia che l’aiuto arrivi alle famiglie effettivamente bisognose. In questo momento così drammatico, prendersi cura, ciascuno dell’altro, rappresentata l’ unica strada per uscire da questo tunnel.


Anche il Consorzio, ha voluto così testimoniare la vicinanza a chi è in difficoltà, affinché si alimenti la rete delle iniziative solidali e
nessuno venga lasciato solo.
Le donazioni solidali da parte degli imprenditori potranno essere
conferite esclusivamente tramite bonifico bancario al seguente:

IBAN
IT78F0306939783100000004423

Indicando come causale versamento fondo di
solidarietà per emergenza Covid -19