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Intervento unico in Campania alla Clinica Salus

Il 24 luglio due equipe, dirette dal primario dell’U.F.  di Ortopedia e Traumatologia il prof.dott. Donato Notarfrancesco, eseguiranno per la prima volta in Campania, presso la clinica Salus di Battipaglia, un intervento di sostituzione protesica di anca bilaterale in simultanea ad un paziente di 63 anni affetta da coxartrosi bilaterale.

La Casa di Cura Salus di Battipaglia ha affiancato il Dott. Donato Notarfrancesco, responsabile dell’U.F. di Ortopedia e Traumatologia, in questa procedura chirurgica mettendo a disposizione tutti i supporti clinico strumentali allo scopo di concretizzare questa tipologia di intervento poco praticato nell’Italia centro meridionale.

“Sempre più spesso il paziente affetto da coxartrosi bilaterale richiede di essere operato ad entrambi i lati in un unico tempo operatorio. Il paziente ideale per questo tipo di intervento deve avere età inferiore ai 65 anni, essere privo di comorbidità e deve essere altamente motivato. I vantaggi sono diversi rispetto a quando si opera un’anca per volta: una riduzione del trauma chirurgico anestesiologico, un rapido recupero funzionale e un dimezzamento dei costi relativi al ricovero e alla riabilitazione” così afferma il Dott. Notarfrancesco

Dottor Donato Notarfrancesco

In sala operatoria oltre a quattro chirurghi con le due squadre che opereranno in contemporanea sulle due anche, ci saranno anche due specialisti nell’utilizzo del lettino da trazione. Sarà utilizzato questo particolare lettino perché la via di accesso chirurgica sarà un accesso anteriore mini invasivo che consentirà alla paziente di sollevarsi e deambulare già il giorno successivo dell’intervento. Inoltre questa modalità mini invasiva consentirà alla paziente di non essere trasfusa nel post-operatorio. La durata dell’operazione sarà di circa un’ora e dieci minuti e verrà effettuata l’anestesia spinale.

“I vantaggi dell’intervento comprendono: una riduzione del trauma chirurgico ed anestesiologico, un rapido recupero funzionale e un dimezzamento dei costi relativi al ricovero e alla riabilitazione. Il risultato funzionale risulta essere più complicato nell’immediato post operatorio, ma a distanza di alcune settimane il recupero diventa sempre più rapido e agevole – continua il Dott. Donato Notarfrancesco – La realizzazione di tale intervento richiede una stretta collaborazione dell’equipe operatoria, riabilitativa ed anestesiologica, obiettivo che può essere raggiunto solo in strutture con una forte esperienza in chirurgica protesica d’anca.

Con l’aumentare della prevalenza dei pazienti affetti da coxartrosi bilaterale è necessario raggiungere una progressiva esperienza nel praticare un intervento di protesi totale ad entrambi i lati in un unico tempo operatorio, obiettivo che si sta raggiungendo alla Clinica Salus di Battipaglia grazie al Dr. Donato Notarfrancesco e al suo team operatorio.

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Missione di solidarietà per il dottor Raffaele Marzano

La solidarietà vale quanto l’oro e quando si parla di salute, non ci sono ostacoli che tengano. Un episodio che dimostra quanto sia importante il calore umano è accaduto sabato scorso, 2 maggio, quando un ragazzo che combatte da due anni un tumore, necessitava di un farmaco che non riusciva ad avere a causa di un errore di prescrizione. Riscontrando diversi problemi, il padre del ragazzo ha lanciato un appello, in quanto non riuscendo a trovare l’antireumatico per malattia cronica a suo figlio, le sue condizioni sarebbero presto peggiorate.

Il dottor Raffaele Marzano, ha accolto l’appello e ha contattato l’amministratore delegato di Federfar.Na, Gennaro Dello Iacovo. Quest’ultimo ha ordinato un’apertura straordinaria del deposito che si occupa della gestione e logistica dei farmaci di proprietà delle Asl. Il lavoro è stato possibile anche grazie alla collaborazione del responsabile della logistica Gianluca De Falco e finalmente il farmaco è arrivato, ed è stato consegnato.

Il dottor Marzano con molta commozione commenta l’accaduto:

Parto accompagnato dai whatsapp della famiglia manco fossi James Bond che va a debellare la Spectre. Ritiro e consegna. Non mi accorgo che sto sforando i limiti e la polizia mi insegue e mi ferma. Dopo le spiegazioni sono comprensivi e compiaciuti.

Il padre del ragazzo mi prende la testa tra le mani e mi bacia in barba a qualsiasi precauzione. Al diavolo le mascherine, i Dpcm, le polemiche, il modo in cui ci fanno lavorare.

Raffaele Marzano
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Coronavirus, test sierologici, come funzionano e quanto sono attendibili

I test sierologici sono stati creati per cercare gli anticorpi per la Sars CoV-2, ovvero per comprendere se il soggetto che si somministra al test è venuto in contatto con il virus in passato più o meno recente e se ha sviluppato l’immunità, ma spesso i risultati che danno sono di difficile interpretazione.

Quali sono i tipi di anticorpi che si vanno a cercare

Si tratta essenzialmente di due tipi di anticorpi:

  • IgM (Immunoglobuline M)
  • IgG (Immunoglobuline G)

Le IgM sono prodotte per prime in ordine di tempo (anche se ci sono state eccezioni, a prova che il virus nasconde ancora molte incognite) , mentre le IgG si sviluppano successivamente (in genere un paio di settimane dopo l’inizio dell’infezione). La ricerca della IgG serve a verificare se si è formata la «memoria immunitaria».

Quanto costano?

Costano, in media, tra i 35 e i 50 euro. I risultati sono dati per approssimazione e margini di errore. Si possono fare in un laboratorio privato, pagando, in alcune regioni come il Lazio e il Veneto; mentre ciò ancora non è possibile in altre come Toscana ed Emilia-Romagna, perché ancora c’è lo stop dei governatori.

Perplessità su test sierologici

I dubbi permangono perché spesso i risultati non sono pienamente attendibili, bisognerebbe testarli su un numero maggiore di soggetti, rispetto a quelli analizzati finora. I kit dovrebbero essere somministrati su centinaia di soggetti che si sono ammalati ed altri che non sono mai stati colpiti dal virus.
Viene messa in dubbio dunque l’ affidabilità, sopratutto per quanto riguarda il numero di falsi positivi che producono e che potrebbero gonfiare le stime del tasso di infezione.

Falsi positivi e falsi negativi

In media un test identifica correttamente il 90% delle persone che sono state infettate (sensibilità) e identifica in modo corretto il 95% di persone che non sono state infettate (specificità). Facendo la stessa operazione sui falsi negativi: su 100 persone negative, 5 in realtà potrebbero essere positive.

Sperimentazioni a livello regionale


Un discorso a parte si può fare per le grandi aziende che decidono autonomamente di ricorrere ai test sierologici di massa tra i dipendenti.

In molte regioni ci sono centinaia di cittadini che ogni giorno vanno a a pagamento per sottoporsi ai testi nei laboratori privati. La Regione Campania ha accolto le richieste di Federlab che proponeva la possibilità per i cittadini di effettuare volontariamente e privatamente i test sierologici finora effettuati con il tampone solo nelle strutture pubbliche.

A livello nazionale oggi parte l’indagine su un campione di 150 mila italiani scelti dall’Istat; a livello regionale, ci sono indagini simili soprattutto sugli operatori sanitari, ma non solo: si sta facendo in Toscana, in Emilia-Romagna, in Veneto, ad esempio. Nel Lazio si faranno su 300 mila persone, si parte la prossima settimana.

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Bonus 600 euro per i disabili, manifestazione d’interesse per i non assistiti

La Regione Campania, nel Piano Emergenza Covid-19, mette a disposizione un bonus destinato alle persone con disabilità non coperte dal Fondo Non Autosufficienti. La misura fa parte del Piano per l’emergenza socio-economica COVID-19 della Regione Campania DGR n. 170 e n. 171 del 07/04/2020 – Modalità attuative delle misure correlate alle Politiche Sociali

L’avviso è rivolto a tutte quelle persone che hanno disabilità anche non gravi e i bambini disabili (anche chi è affetto da autismo) in età scolare.

Per partecipare è possibile, compilando un modulo pubblicato sui canali ufficiali dei comuni afferenti all’Ambito N19 (Afragola, Caivano, Cardito e Crispano).

Una fuga di notizie incontrollate, una comunicazione sbagliata hanno creato solo caos e difficoltà. Chi ha presentato domanda entro il 30 aprile (e non è inserito nelle liste dell’assistenza sociale) dovrà rifarla, perché esentato dai requisiti di partecipazione.

ATTENZIONE: Il bonus erogato dalla Regione non deve essere confuso con un buono destinato alle persone in stato di indigenza o di grave disagio sociale, che già usufruiscono di assistenza sociale ed erogato dagli Ambiti Territoriali con scadenza il 30 aprile.

Purtroppo, in questi giorni, si sono verificati nuovi fenomeni di assembramento di persone che si sono presentate all’Ufficio delle Politiche Sociali di Caivano, pensando di poter richiedere il buono, non sapendo che si trattava di fondi destinati solo a coloro che sono inseriti nelle liste dell’assistenza sociale.

Il buono di 600 euro della Regione Campania può richiederlo chi non usufruisce dell’assistenza sociale. Ecco come partecipare:

  1. Scarica e stampa la domanda per richiedere il bonus dal sito del Comune di Caivano.
  2. Scarica e leggi l’avviso pubblico “Modalità attuative delle misure correlate alle Politiche Sociali” dal sito del Comune di Caivano.

Per partecipare, basterà scaricare il modulo, stamparlo e compilarlo e consegnarlo esclusivamente via pec all’indirizzo protocollo.caivano@asmepec.it

Chi può partecipare

La domanda dovrà essere allegata alla:

  • Certificazione ISEE socio-sanitario inferiore a 35mila euro.

N.B. Nel caso in cui nello stesso nucleo familiare, ci siano più soggetti con disabilità, la domanda dovrà essere presentata per ciascuna persona.

Il buono potranno richiederlo anche i cittadini degli altri comuni, ovvero Afragola, Cardito e Crispano (Ambito 19).

La domanda bisogna invitarla entro e non oltre il 10 maggio 2020.

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CUB Sanità Campania: il Presidente dia risposte all’emergenza

Siamo arrivati al 16 aprile è passato già un mese che ha colpito anche la nostra Regione per il Covid19. A quanto pare, il Presidente De Luca in questo periodo è stato impegnato a reperire i lanciafiamme per le feste di laurea, anziché coordinare i suoi dirigenti per far fronte a questa emergenza.
Ad eccezione del personale sanitario del Cotugno e di tutta la struttura che, da anni, è un polo d’ eccellenza e proprio in questi giorni ha avuto plausi da parte di mass media esteri. Ma ciò non vuol dire che i demeriti vadano anche al personale ospedaliero dei nosocomi della nostra Regione.

Poiché, è risaputo, statisticamente che, la Campania è negli ultimi posti nazionali, se non europei, per la mala-gestione del suo sistema sanitario.
Ma ciò che preoccupa è ben altro. Come Organizzazione Sindacale, ci uniamo alla protesta del personale sanitario, che in questo lungo periodo pandemico è stato esposto ed è esposto ancora oggi in modo sconsiderato nel nome della SANITÀ e del famoso patto d’ Ippocrate, a rischi di contagio. A rischi che vedono queste lavoratrici e questi lavoratori, ogni giorno messi a dura prova di fronte ad un nemico invisibile. Un nemico che se ti colpisce, può lasciarti in caso di sopravvivenza dei danni biologici permanenti. Danni, che rischiano di arrivare nelle case del personale sanitario regionale, d’ interesse pubblico.
Il Presidente Vincenzo De Luca, per questo deve rispondere di molti perché:


Signor Presidente:
A) perché durante l’evolversi della situazione epidemiologica non ha ad oggi attuato, in base ai decreti emanati dal Governo del 08/03/20, del 09/03/20, del 17/03/20, e del 25/03/20, in molti reparti non Covid, un percorso controllato per i pazienti interessati ai ricoveri?


B) Perché i suoi Dirigenti come ad esempio per l’ Ospedale Monaldi, non hanno effettuato controlli pre-ricovero con tamponi nasali, prima di far accedere nella struttura pazienti possibili infettati?


C) Perché in questi giorni si sono visti aumentare nuovi casi di contagi al Presidio Ospedaliero S. Maria delle Grazie e perché lo stesso Presidio non aveva ancora una tensostruttura per il triage, separando possibili infetti dal P.O.?


D) Perché l’Ospedale del Mare, pur avendo una palazzina completamente Covid, di circa 60 posti operativi, non viene comunque utilizzata, anziché spostare tutta la problematica sull’ Azienda dei Colli, cui l’ Ospedale Cotugno e il Monaldi?


E) Perché Presidente De Luca, crede ancora che la guerra si vinca concentrando tutte le forze sulla prima linea?
Purtroppo, per l’ultima domanda, la rispondiamo noi Signor Presidente. Le guerre, si perdono anche attraverso i lati. E se un nemico invisibile come questo Virus, si pensa di poterlo combattere con le bombe a mano “onore per i nostri Granatieri”, ma Vi assicuriamo che, in questo modo la battaglia è già persa in partenza. Bisogna intervenire con urgenza con maggiori tamponi nasali, bisogna controllare i pazienti che aspettano un ricovero per altre patologie, direttamente da casa. Inoltre, bisogna poter dare fiato alle strutture fino ad oggi impegnate sul, appunto, fronte di guerra; poiché, proprio quelle strutture, inizieranno ad avere i punti deboli.

Il personale, Presidente, il personale va salvaguardato dai contagi, tale situazioni, mettono a rischio i : pazienti, il personale sanitario
aumentando le infezioni intraospedaliere come già verificatosi in questi giorni; abbiamo davanti agli occhi tutto il disastro organizzativo e i lutti avvenuti nella Regione Lombardia, non continui a sbagliare, a perseverare su queste scelte, siamo al 16 aprile, di questo passo rischiamo di non uscirne più e di mettere a grave rischio i nostri, le nostre, famiglie campane.
Solidarietà il personale medico e di logistica impegnato nelle strutture ospedaliere della Nostra Regione.