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Cronaca Roma

Ostia, furto ad anziana dopo averla legata e minacciata

Si sono presentati in tre a casa di un’anziana di 71 anni, con la scusa di doverle consegnare una mascherina, per aggredirla e derubarla. E’ accaduto ad Ostia, dove la donna legata dai malviventi ha comunicato ad urlare e le sue grida sono state sentite da un vicino che ha chiamato i carabinieri che sono intervenuti in tempo, risparmiando loro un linciaggio. La signora è appena rientrata dalla spesa, quando improvvisamente si è ritrovata due uomini sul pianerottolo di casa.

Si sono qualificati come operatori dell’Asl con la scusa di doverle consegnare una mascherina, e qualcuno pare abbia addirittura detto, la possiamo aiutarla a portare le buste in casa. Appena aperta la porta, l’anziana è stata spintonata dai due malviventi, i quali armati di un grosso cacciavite, l’hanno minacciata chiedendole di farsi dare denaro e oggetti preziosi. Ad essi, si è aggiunto un terzo, e tutti e tre hanno legato la donna.

Per fortuna, le urla della signora sono state avvertite da un vicino che ha chiamato immediatamente i carabinieri, i quali sono intervenuti rapidamente, mettendo in fuga i malviventi; tra l’altro, uno di essi, ha provato a lanciarsi dal balcone, fratturandosi una gamba. Gli altri due sono stati catturati, mentre cercavano invano di nascondersi sul balcone. I tre uomini sono stati arrestati.

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Emergenza Coronavirus, l’appello di UNARMA: più sicurezza per tutelare i militari

Un’azione che parte da UNARMA (Associazione sindacale Carabinieri) quella di denunciare quanto accaduto nelle aule parlamentari circa un parere tecnico di alcuni esponenti di Forza Italia, Gasparri, Causin, Berardi e Minuto, che ha sollevato moltissime polemiche. Si tratta della richiesta di una sorta di “immunità” per i Comandanti per i danni da esposizioni dei militari al Coronavirus.

Infatti, con un parere approvato all’unanimità in Commissione Difesa del Senato (Resoconto sommario n. 56 del 26/03/2020), si è chiesto al Governo di valutare, “in conformità con quanto previsto in situazioni analoghe per le altre amministrazioni dello Stato, di garantire forme di tutela, in sede civile e penale, nei confronti dei responsabili delle strutture delle Forze armate (compresa l’Arma dei carabinieri), limitando la loro responsabilità qualora questi abbiano
assolto agli obblighi di informazione del personale sui rischi di contaminazione da agenti virali, e gli ordini emanati siano conformi alle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie”
.

Situazione di incertezza, e la tutela?

E così, mentre i militari sono chiamati al rispetto degli ordini superiori (in verità emessi in modo del tutto confuso, contraddittorio e raffazzonato) in situazione di estrema incertezza e senza che vengano loro garantite le necessarie misure e condizioni di sicurezza, i parlamentari – che dovrebbero occuparsi di ben altre emergenze, sanitarie ed economiche, che in questo tragico
periodo stanno affliggendo il popolo italiano – non hanno trovato di meglio che proporre una sorta di impunità per i gradi superiori delle
Forze Armate, che si ritroverebbero così ad essere profumatamente pagati senza avere alcuna responsabilità nei confronti dei sottoposti nel caso in cui questi ultimi dovessero contrarre il coronavirus dopo aver adempiuto a ordini e direttive emanate in violazione delle norme di prevenzione e di salvaguardia dell’integrità fisica degli inferiori in grado.


Non possiamo sottacere, né sopportare che questa vergogna venga perpetrata ad esclusivo danno della stragrande maggioranza dei militari che stanno combattendo in prima linea e vantaggio di una “casta”, che da una parte sta facendo di tutto per non far equiparare i militari al resto degli impiegati civili dello Stato ma, dall’altra, tenta di appropriarsi delle norme di salvaguardia proprie dei dirigenti dello Stato, al fine di ottenere, così, una totale immunità anche nel caso di inadempimento ai doveri che incombono sui superiori.

L’ appello di UNARMA

Chiediamo, pertanto, che le forze politiche non diano seguito al disonorevole parere approvato dalla Commissione Difesa del Senato, e sin d’ora promettiamo a tutti i militari che nulla sarà
lasciato intentato affinché tale abietta norma, se approvata, venga posta nel nulla dai competenti organi giurisdizionali, perché non si ripeta un’altra Nassiriya!

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Cronaca Roma

Resistenza a pubblico ufficiale, voleva solo andare da una sua amica

ROMA – M.G., già colpito dalla misura del divieto di avvicinamento al padre e da strumento di controllo del braccialetto elettronico, viene fermato in una piazza di Centocelle a Roma nei pressi della casa di una amica.

Spintoni e aggressioni

Sottoposto a controllo dai Carabinieri di Frascati per eventuale violazione del D.P.C.M. dell’8 marzo 2020 in materia di prevenzione del Covid-19, mentre era in corso la procedura di identificazione e denuncia a piede libero per violazione dell’art. 650 del Codice Penale, il ragazzo di 21 anni viene preso da forte agitazione e inizia a discutere molto animatamente con le forze dell’ ordine e a spintonare ma in modo non grave.

Resistenza a pubblico ufficiale

Viene fermato e fatto salire sulla autovettura di servizio, dove prende a calci la paratia di sicurezza posta in mezzo. Viene arrestato con la contestazione dei reati di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. Difeso dal legale Fabio Gravagnuolo, viene giudicato per direttissima e ammette parzialmente i fatti mostrando uno spirito collaborativo nel corso del giudizio di convalida.

Chiesto il rito abbreviato

Nonostante la richiesta del P.M. di sottoporlo alla misura della custodia cautelare in carcere, non viene assoggettato ad alcuna misura cautelare e viene liberato. Chiesto il rito abbreviato, il Giudice lo ha condannato alla pena di 10 mesi di reclusione ritenendo sussistente sia il reato di resistenza a pubblico ufficiale sia quello di danneggiamento.