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Area Nord Politica

Francesco Russo si candida come sindaco di Frattamaggiore

Francesco Russo ex sindaco di Frattamaggiore, per le prossime elezioni amministrative ci riprova. Si candida come candidato a sindaco.

Lo scrivo su “Facebook” perché mi risulta difficile rispondere a tutti, in modo da dare un’informazione corretta che parta direttamente dalla fonte. Ho sciolto la riserva. Accetto la candidatura a sindaco di una coalizione formata da partiti e liste civiche ma aperta alle migliori istanze della città.


L’ho sempre detto, di fronte alla chiamata della mia città non mi sarei tirato indietro e ora sono qua.

Sono stato #sorpreso ed #emozionato di fronte a tanto affetto di cittadini e forze politiche che mi hanno chiesto di scendere in campo da candidato a sindaco. Sono sorpreso nonostante convinto di aver fatto un ottimo lavoro nei dieci anni da primo cittadino. Ricordo cos’era Frattamaggiore il primo giorno che fui eletto sindaco e ricordo cos’era Frattamaggiore quando lasciai la carica dopo 10 anni intensi e ricchi di soddisfazioni e di risultati raggiunti.


Abbiamo scritto insieme una bella storia che niente e nessuno potrà mai negare. Ma tanto #affetto, tanta #stima, sinceramente, non me l’aspettavo e posso dire che proprio quello che mi avete dimostrato in queste ore resta per me la più grande soddisfazione; il riconoscimento più bello ad anni di #disponibilità, di impegno professionale, politico e sociale per la mia città e per la mia gente.

Annuncio qua la mia scelta, dopo averlo detto a tutti i miei amici, a tutte le forze politiche che hanno chiesto di voler sostenere la mia candidatura, a tutti quei cittadini che hanno dato la disponibilità ad una candidatura al consiglio comunale in una #coalizione da me guidata; a quei professionisti, a quei cittadini, a quei giovani che sono pronti ad organizzarsi in liste civiche per mettere in piedi una coalizione espressione di un #programma che nasca dal basso e da me guidata.
Ho fatto ciò che il cuore mi ha suggerito, anche la mia famiglia ha compreso i motivi di un impegno civico che non ho mai abbandonato ed è pronta a sostenermi. È il momento di ripartire.

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Politica

Premio nazionale della legalità. Adinolfi: abbattiamo i muri dell’omertà

(Comunicato) “Il sacrificio di uomini dello Stato che hanno perso la vita per combattere il malaffare deve essere sempre vivo nelle nostre menti affinché la cultura della legalità prevalga sempre su quella dell’illegalità. Con le nostre azioni quotidiane, anche quelle che a volte sembrano le più semplici, possiamo squarciare quel muro di paura e di omertà di cui le mafie si nutrono per vivere e proliferare”.

E’ quanto dichiara l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Isabella Adinolfi, che domenica sera (19 luglio, ore 19) interverrà a Quarto, comune a nord di Napoli, in occasione del Premio nazionale “19 luglio 1992, Terra Viva, dalla parte della legalità”, organizzato dall’associazione “Terra Viva” in ricordo della strage di via D’Amelio (19 luglio 1992), a Palermo, in cui persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta.

“Il Premio rappresenta un momento di riflessione per tutti noi, per non dimenticare e soprattutto per rilanciare il nostro impegno civile contro le mafie – conclude l’on. Adinolfi – Grazie agli organizzatori, in particolare al professore Angelo Zanfardino, e ancora di più a tutte le forze dell’ordine che quotidianamente rischiano la propria vita per salvaguardare il bene dei cittadini”.

Quest’anno il premio sarà assegnato a: Catello Maresca, Sostituto Procuratore Generale di Napoli e tra i magistrati di punta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli Angela Iovino, vedova vittima innocente criminalità Maikol Giuseppe Russo Lucia Di Mauro, vedova guardia giurata Gaetano Di Mauro don Antonio Coluccia, minacciato dalla criminalità organizzata nel Salento Mauro Esposito, testimone di giustizia Roberto Catani, presidente dell’associazione Legalità Organizzata che in Calabria divulga la cultura della legalità Sarà assegnato, altresì, un premio al Direttore Generale dell’Asl Napoli 2 Nord Antonio d’Amore per l’impegno profuso durante l’emergenza sanitaria Covid-19.

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Caivano Politica

Pasquale Mennillo eletto come coordinatore di Italia Viva a Caivano

Pasquale Mennillo, noto politico di Caivano per aver svolto in passato il ruolo di assessore e presidente del Consiglio Comunale, ieri sera è stato designato come coordinatore del partito Italia Viva. La decisione presa all’unanimità è avvenuta durante una riunione presso la sede local in via Matteotti, n. 30, Caivano,

All’incontro, erano presenti gli aderenti al partito, e la coordinatrice provinciale di Italia Viva, Barbara Preziosi.

Italia Viva (IV) è un partito politico italiano fondato il 18 settembre 2019 da Matteo Renzi, ex Presidente del Consiglio ed ex Segretario nazionale del Partito Democratico. Tutti i deputati e i senatori di Italia Viva sono stati eletti in Parlamento in altre formazioni politiche.

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Attualità Politica

Elezioni a settembre, ipotesi Election Day 13 e 14 settembre

In tanti in attesa delle prossime date per le elezioni che quest’anno saranno suddivise tra quelle regionali ed amministrative. Dopo essere state rinviate a seguito dell’emergenza coronavirus, ora sembra essere trapelata una data dal Governo.

L’idea è quella di accorpare tutte le elezioni, compreso il referendum in un unico election day, ovvero il 13 e 14 settembre. 

“Nella seduta appena conclusa della commissione Affari costituzionali il Governo ha formulato una possibile ipotesi di lavoro che prevederebbe per il 13 e 14 settembre il primo turno delle elezioni comunali, l’ election day con le regionali e che consentirebbe anche un eventuale abbinamento col referendum confermativo”.

Stefano Ceccanti

Lo ha annunciato il capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali della Camera, Stefano Ceccanti. L’emendamento Bilotti prevede un election day per comunali, regionali, referendum costituzionali e per le suppletive di Camera e Senato e il voto nelle giornate di domenica dalle 7 alle 23 e di lunedì dalle 7 alle 15.

Lo scrutinio delle suppletive, del referendum e delle Regionali avverrebbe nel pomeriggio del lunedì, e quello delle comunali a partire dalle 9 del martedì.

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Area Nord Caivano News Politica

Aree mercatali aperte solo per generi alimentari. La proposta al comune di Caivano

Domani mattina riaprono le attività mercatali in tutta la Regione Campania, secondo quanto stabilito dall’ordinanza 45 dell’8 maggio 2020, ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n.833 in materia di igiene e sanità pubblica e dell’art. 3 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19. Disposizioni in tema di attività mercatali e attività sportiva individuale.

Tale ordinanza così come viene stabilita ha decorrenza dall’ 11 maggio 2020 fino al 17 maggio 2020, salvo ulteriori provvedimenti in
conseguenza dell’evoluzione della situazione epidemiologica.

Testo:

  1. E’ consentita la ripresa delle attività mercatali, nei limiti previsti dalla vigente disciplina statale –e quindi limitatamente alle attività dirette alla vendita di generi alimentari– nel rispetto delle prescrizioni di cui al documento recante le Linee guida sulle misure di sicurezza per la riapertura dei mercati di generi alimentari, allegato alla presente Ordinanza per formarne parte integrante e sostanziale

A Caivano, ancora non si hanno disposizioni in merito, considerando che domani sarà la festa patronale, e quindi si dovrà attendere per una risposta che sicuramente arriverà nell’immediato dalla Commissione.

Nel frattempo, in risposta alle difficoltà dei commercianti, alcuni gruppi politici hanno deciso di protocollare una richiesta al Comune di Caivano.

Si legge nella nota scritta dai movimenti “Caivano conta” (referente Antonio Angelino), “Noi Campani”(referente Gaetano Lionelli) e “Democrazia e Legalità”(referente Mario Setola):

Per attività commerciali a posto fisso e per gli ambulanti area mercato (titolari di posteggio), abbiamo chiesto:

– di sospendere il pagamento dei tributi TOSAP e tassa dei rifiuti per l’anno 2020;

– di poter predisporre una misura di solidarietà (BONUS una tantum a fondo perduto) per le attività commerciali sospese ai sensi del DPCM sopra citato;

– di provvedere alla riapertura dell’area mercato per lunedì 11/05/2020 (solo per i generi alimentari), secondo le indicazioni riportate nell’allegato dell’ordinanza n.45 del 08/05/2020 “linee guida sulle misure di sicurezza per la riapertura dei mercati di generi alimentari”.

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Attualità Campania News Politica Società

Zagaria scarcerato, dalla polemica mediatica allo sciopero di Borrelli

La scarcerazione del boss Pasquale Zagaria ha suscitato un ampio dibattito politico e sociale. Può essere definito come uno degli eventi che ha colpito di più l’opinione pubblica, lasciandola nello sconcerto più totale.

Così mentre il Tribunale di Sorveglianza di Sassari ha disposto la sua scarcerazione motivata dell’indisponibilità da parte delle strutture sanitarie dell’isola di poter garantire al detenuto il percorso terapeutico a seguito di una grave patologia, nel frattempo c’è chi si ribella e chiede giustizia per tutti gli italiani che sono stati costretti a vivere in condizioni precarie e rischiano tutti i giorni il contagio.

I magistrati che lo catturarono e lo fecero condannare si sono appellati allo Stato:

Si sta praticamente ricostituendo uno dei clan più pericolosi del Paese»

Catello Maresca

Catello Maresca, il magistrato antimafia insieme ai colleghi Raffaello Falcone e Marco Del Gaudio, arrestò Zagaria.

“Spero solo che ora lo Stato si preoccupi di tutte le persone che corrono seri rischi a seguito di questa scarcerazione, – aggiunge, addolorato, Maresca – a partire dai colleghi in prima linea che sono stati pesantemente minacciati da questi delinquenti”.

Le motivazioni del giudice della Sorveglianza di Milano

“È ristretto in regime di 41bis e quindi in celle singole e con tutte le limitazioni del predetto regime che lo proteggono dal rischio di contagio”. Con questa motivazione il giudice della Sorveglianza di Milano ha bocciato la richiesta di differimento pena ai domiciliari per motivi di salute del capomafia ergastolano Nitto Santapaola.

Identikit Pasquale Zagaria

Zagaria scarcerato, dalla polemica mediatica allo sciopero di Borrelli


Il boss Pasquale Zagaria è soprannominato come “Bin Laden”, originario di Casapesenna (Caserta) ed è fratello di Michele, latitante da molti anni e super ricercato dalle forze dell’ordine per poi essere stato arrestato, è considerato dagli inquirenti una delle menti imprenditoriali di maggiore capacità all’interno del clan dei Casalesi.
La sua specializzazione è il settore edile e ha una grande capacità manageriale: è stato in grado, ad esempio, di mettere insieme in un giorno di chiusura delle banche 500 mila euro per l’acquisto di un immobile a Parma.

Le sue imprese casertane sono riuscite ad imporsi sul mercato nazionale non solo praticando prezzi concorrenziali ma anche garantendo sui cantieri uomini e mezzi e tempi ridotti per la realizzazione delle opere. Pasquale Zagaria, braccato dalle forze dell’ordine, si costituì nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, nel luglio del 2006, pochi giorni prima della requisitoria del processo su affari e camorra, avviata da DDA e carabinieri un anno prima.

In uno dei processi che lo hanno visto imputato, fu condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione anche il suocero di Pasquale Zagaria, Sergio Bazzini, imprenditore di Parma nel settore del cemento, con interessi a Milano, Parma e Cremona. Gli investigatori ritennero Bazzini, del quale Zagaria aveva sposato la figliastra, l’uomo di fiducia, una vera testa di legno del boss per controllare gli interessi tra Emilia Romagna e Lombardia.

Caso Zagaria, Francesco Borrelli: da lunedì sciopero della fame

“In attesa di poter scendere per strada, da lunedì inizieremo uno sciopero della fame a staffetta per protestare contro la liberazione dei boss. I boss devono restare nelle carceri pagate dalla collettività e lì devono essere curati. Molti di loro tra l’altro sono in isolamento e quindi non corrono alcun rischio di contagio”. E’ quanto annuncia il consigliere regionale dei Verdi Francesco Borrelli.

Zagaria scarcerato, dalla polemica mediatica allo sciopero di Borrelli


“Il Coronavirus – spiega – è diventato la scusa utilizzata dai boss per uscire di carcere. Zagaria, Cutolo, guarda caso sono tutti malati ora. E chissà quanti altri proveranno questa strada, con il rischio di rimettere in libertà pericolosissimi e sanguinari criminali. E’ evidente che stanno cercando di approfittare della situazione, aiutati dalle mogli e dai familiari che generano caos violando le restrizioni e tenendo impegnate le forze dell’ordine. Quando sarà possibile, assieme ai cittadini che non vogliono la liberazione di camorristi e mafiosi, organizzeremo una forte manifestazione per ribadire il nostro ‘no’ a questa follia. Una manifestazione nel rispetto delle leggi e della sicurezza, a differenza di chi in questi mesi ha messo a rischio la salute di tutti con manifestazioni e scontri insensati. Rischiamo il paradosso di avere le persone perbene confinate in casa e i boss di nuovo liberi.

Oggi, 25 aprile, è la festa della Liberazione delle persone perbene, non dei camorristi che, al pari dei nazifascisti, hanno fatto del male alla nostra amata terra”.
“Per aderire allo sciopero contro la liberazione dei boss – conclude la nota dell’esponente verde – basta comunicarlo mandando la propria foto con la scritta no alla scarcerazione dei boss per il corona virus alla pagina Facebook pubblica di Borrelli o al numero whatsapp 366 266 2829.

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Emergenza Coronavirus, l’appello di UNARMA: più sicurezza per tutelare i militari

Un’azione che parte da UNARMA (Associazione sindacale Carabinieri) quella di denunciare quanto accaduto nelle aule parlamentari circa un parere tecnico di alcuni esponenti di Forza Italia, Gasparri, Causin, Berardi e Minuto, che ha sollevato moltissime polemiche. Si tratta della richiesta di una sorta di “immunità” per i Comandanti per i danni da esposizioni dei militari al Coronavirus.

Infatti, con un parere approvato all’unanimità in Commissione Difesa del Senato (Resoconto sommario n. 56 del 26/03/2020), si è chiesto al Governo di valutare, “in conformità con quanto previsto in situazioni analoghe per le altre amministrazioni dello Stato, di garantire forme di tutela, in sede civile e penale, nei confronti dei responsabili delle strutture delle Forze armate (compresa l’Arma dei carabinieri), limitando la loro responsabilità qualora questi abbiano
assolto agli obblighi di informazione del personale sui rischi di contaminazione da agenti virali, e gli ordini emanati siano conformi alle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie”
.

Situazione di incertezza, e la tutela?

E così, mentre i militari sono chiamati al rispetto degli ordini superiori (in verità emessi in modo del tutto confuso, contraddittorio e raffazzonato) in situazione di estrema incertezza e senza che vengano loro garantite le necessarie misure e condizioni di sicurezza, i parlamentari – che dovrebbero occuparsi di ben altre emergenze, sanitarie ed economiche, che in questo tragico
periodo stanno affliggendo il popolo italiano – non hanno trovato di meglio che proporre una sorta di impunità per i gradi superiori delle
Forze Armate, che si ritroverebbero così ad essere profumatamente pagati senza avere alcuna responsabilità nei confronti dei sottoposti nel caso in cui questi ultimi dovessero contrarre il coronavirus dopo aver adempiuto a ordini e direttive emanate in violazione delle norme di prevenzione e di salvaguardia dell’integrità fisica degli inferiori in grado.


Non possiamo sottacere, né sopportare che questa vergogna venga perpetrata ad esclusivo danno della stragrande maggioranza dei militari che stanno combattendo in prima linea e vantaggio di una “casta”, che da una parte sta facendo di tutto per non far equiparare i militari al resto degli impiegati civili dello Stato ma, dall’altra, tenta di appropriarsi delle norme di salvaguardia proprie dei dirigenti dello Stato, al fine di ottenere, così, una totale immunità anche nel caso di inadempimento ai doveri che incombono sui superiori.

L’ appello di UNARMA

Chiediamo, pertanto, che le forze politiche non diano seguito al disonorevole parere approvato dalla Commissione Difesa del Senato, e sin d’ora promettiamo a tutti i militari che nulla sarà
lasciato intentato affinché tale abietta norma, se approvata, venga posta nel nulla dai competenti organi giurisdizionali, perché non si ripeta un’altra Nassiriya!

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News Politica Società

Coronavirus, l’Organizzazione mondiale della Sanità dichiara la pandemia

Una decisione che lascia sbigottiti tutti, ma probabilmente necessaria, a seguito di alcune riflessioni importanti.

L’ Organizzazione mondiale della Sanità di Ginevra ha dichiarato “pandemia” partendo da questa dichiarazione:

“Un nuovo virus che si diffonde in tutto il mondo e contro il quale la maggioranza degli uomini non ha difese immunitarie”.

I paesi colpiti sono 105 su un totale di 180. Ora l’Oms avrà la facoltà di emanare direttive e inviare equipe nelle nazioni più colpite (nel rispetto della sovranità), come ha già fatto in Cina, Italia e Iran. La dichiarazione di pandemia spetta al direttore generale dell’Oms.malattia (l’influenza suina) considerata poco grave.

L’infezione si è diffusa in oltre novanta paesi, per un bilancio totale (aggiornato oggi 11 marzo) di 119,711 contagiati e 4350 morti, di cui oltre 600 in Italia.

Tutti i singoli stati ora devono eseguire i piani dell’ Oms per impedire che il virus dilaghi ulteriormente. Gli esperti potranno richiedere una serie di misure drastiche, come lo stop alle attività produttive e i limiti alla circolazione in primis proprio nel nostro Paese, il terzo numero di contagi dopo la Cina e la Corea del Sud.

Cosa comporta la dichiarazione di pandemia da parte dell’Oms

A lui aveva fatto eco il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus: “Ci sono paesi però che hanno mostrato che questo virus può essere contenuto, quindi non dobbiamo arrenderci e adottare un approccio globale”. Sulla base di ciò che è stato fatto in Cina, dunque, per gli esperti c’è la speranza di controllare il virus, ma la preoccupazione è soprattutto per i paesi in cui il sistema sanitario non è così sviluppato da poter arginare il dilagare dei contagi.

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Caivano Politica

Il Parco Verde e l’annosa questione degli alloggi degrado

Oggi parlare di Parco Verde, famigerato rione di Caivano, equivale a fare un discorso distinto tra il degrado e l’incuria. Conosciuto nel panorama nazionale per l’alta esposizione alla criminalità, il parco purtroppo presenta problematiche strutturali di ogni ordine e grado.

Ci sono tanti alloggi che dovrebbero essere completamente ristrutturati, in condizioni fatiscenti, con numerose infiltrazioni d’acqua e diverse segnalazioni sono state fatte dai residenti, ma mai un vero intervento è stato fatto.

La richiesta da parte del Meetup Caivano

Un gruppo di giovani locali, “Meetup Caivano” aderenti al Movimento Cinque Stelle hanno richiesto esplicitamente quanto segue:

A scrivere è Luigi Sirletti, classe’ 94, residente nel Parco Verde:

Io sottoscritto Sirletti Luigi, nato a Napoli l’11 Novembre 1994 e residente in viale delle magnolie isolato A1/4, in qualità di rappresentante del “Meetup Caivano” un gruppo di cittadini che si riconosce nelle idee del Movimento Cinque Stelle, dopo un colloquio con il Signor Enrico Di Napoli, residente in viale Rosa C1/1 interno 9 segnala quanto segue:

Viste Le molteplici segnalazioni del Signor Di Napoli, il quale denuncia le continue infiltrazioni d’acqua piovana, dovute alla rottura dei tubi di raccoglimento delle acque piovane situati all’interno della propria abitazione, inoltre segnala la mancata manutenzione del tetto condominiale, che ha portato gravi danni al balcone della propria abitazione e di altri condomini.

Legge 219 del 14 maggio 1981- Interventi in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici

Visto che Il signor Di Napoli in qualità di assegnatario di categoria A di tale abitazione con regolari pagamenti le fitto di locazione, con relativa manutenzione di cui non usufruisce nonostante la gestione di tali alloggi è costituita dalla Legge 219 del 14 maggio 1981 articolo 84 che cita :

“I commissari straordinari consegnano le opere stesse ai rispettivi comuni territorialmente competenti per la normale gestione o per l’affidamento della gestione agli enti interessati”

Parco Verde, la storia:

Clicca su questo articolo “C’erano una volta i quartieri -Stato (che oggi si sono moltiplicati)” sul magazine Stylo24

Chiediamo che si intervenga quanto prima per riparare la perdita d’acqua ed arginare il problema segnalato più volte, considerati i pericoli che ne derivano quotidianamente per tutto nucleo familiare la cui incolumità è seriamente messa a rischio, e di garantire la manutenzione agli immobili con le relative problematiche strutturali.

La richiesta domani sarà protocollata al Comune di Caivano, in attesa di un intervento immediato da parte dell’amministrazione vigente. In realtà la vicenda è stata sollevata più volte anche da diversi giornali, Fanpage ha realizzato un servizio proprio sulla questione, intervistando il signor Antonio Annavale, a luglio 2019.